Haki, una storia di ascolto, fiducia e possibilità
Haki è una cagnolina di quattro anni, un Pastore Australiano dal mantello lucente e dallo sguardo intenso, sempre in movimento, sempre pronta a cogliere ogni minimo cambiamento attorno a sé.
Quando l’ho conosciuta, Haki era così: reattiva, attenta, scattante. Ogni rumore, ogni gesto fuori posto, ogni presenza estranea erano per lei fonte di allerta. Non amava particolarmente le carezze degli sconosciuti, non cercava il contatto per rassicurarsi. Eppure, c’era in lei qualcosa che mi colpiva: una grande voglia di scoprire il mondo, di fare, di esserci.
Come educatrice cinofila e coadiutrice negli IAA, ho imparato ad ascoltare i cani anche quando non parlano nel modo in cui ci aspettiamo. Haki mi parlava con gli occhi, con il corpo, con quella sua energia tutta da incanalare. E io ho deciso di ascoltarla. Vederla per ciò che era, non per ciò che le mancava.
Non ho mai cercato di trasformare Haki in un cane “da coccole” o da accarezzare a ogni occasione. Sarebbe stato ingiusto, per lei e per il nostro legame. Ho iniziato invece a chiederle: “Cosa ti piace fare? Dove ti senti al sicuro? In cosa riesci a esprimerti davvero?”.
Abbiamo costruito insieme un percorso fatto di esperienze pensate con cura, situazioni in cui potesse sentirsi compresa e valorizzata. E lì è successo qualcosa di magico: ho scoperto che Haki aveva un dono speciale, una naturale predisposizione a lavorare con le persone anziane.
Potrebbe sembrare una scelta insolita: una cagnolina piena di energia accanto a persone spesso fragili, dai movimenti lenti e dai ritmi rallentati. Eppure, proprio lì, Haki ha trovato il suo spazio. Perché gli anziani non mettono sotto pressione la sua emotività, non invadono il suo spazio con gesti irruenti o richieste continue. Anzi, con la loro presenza discreta e il loro bisogno di tempo, le permettono di essere semplicemente se stessa.
E lei, in cambio, porta movimento, stimolo, curiosità. Invita gli anziani ad alzarsi, a lanciare una pallina, a guidarla con piccoli comandi, a sorridere. Insieme a lei, fanno esercizi che migliorano la mobilità, stimolano la concentrazione e ravvivano la memoria. Ma soprattutto, si divertono. In quei momenti, si crea una connessione fatta di gesti semplici ma profondi. E nessuno resta spettatore.
Haki oggi è parte attiva dei progetti di IAA con gli anziani. Non perché sia perfetta, ma perché abbiamo trovato insieme il contesto perfetto per lei.
Questa è la vera essenza del lavoro negli IAA: ascoltare l’animale per ciò che è, e non per ciò che vorremmo fosse. Costruire un percorso che tenga conto della sua individualità, dei suoi limiti ma anche e soprattutto delle sue risorse.
Con Haki ho imparato che anche un cane sensibile, selettivo, poco incline al contatto fisico può diventare un compagno straordinario nel cammino relazionale ed educativo. Basta guardarlo con occhi nuovi e concedergli la possibilità di raccontarsi nel modo che gli è più naturale.